La Storia

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L’incannucciata era un antico capanno per il rifugio dei pastori nei primi del novecento, all’incrocio tra via della Giustiniana e via Flaminia. Aveva il tetto di canne ( da qui il nome ) ed era l’unico posto di ristoro per viandanti e viaggiatori che giungevano alla prima porta di Roma. Con il tempo, l’urbanizzazione non l’ha soffocata, trovandosi tra la strada Giustiniana e una collina risparmiata dalle costruzioni e mantenendo così uno spazio verde, autentica oasi immersa tra olivi e fichi.

Caduta in disuso, usata come abitazione da sfollati alla fine della seconda guerra mondiale, diventò ben presto un rudere sprofondato su se stesso.

Ma su quelle rovine nascoste da rovi ed alberi, mise gli occhi l’architetto Davide Talone. Dopo una accurata ricerca storica, iniziò con passione l’opera di ricostruzione cercando con successo di riutilizzare gli stessi materiali di allora. Cominciò svuotando l’area ma senza disperdere il materiale del fabbricato. Scoprì così la cantina, recuperò i mattoni originali, ricostruì l’incannucciata assecondando il modello originario e la suddivisione dei locali. Il risultato è una osteria, secondo il termine alto e storico della parola, che ha recuperato il calore di un tempo, con i caldi mattoni di fine ottocento a vista.

 

Il recupero dell’originale ha fatto sì che si creasse una sorta di recupero anche dello spirito di un tempo e così cordialità, calore, disponibilità sono le regole primarie che accolgono l’ospite nell’osteria. Ma non poteva mancare anche, nella vecchia rinnovata struttura, l’omaggio alla modernità. Tutte le sale hanno l’aria condizionata e sono munite di display che, oltre a riproporre cartoline d’epoca della zona, riprendono anche il lavoro della cucina e della cantina. Così l’ospite può vedere in diretta il lavoro dello chef Dino nella preparazione  dei   cibi  e del sommelliers Antonio nella scelta dei vini.

Rispetto alla vecchia osteria, l’architetto Talone ha arricchito il suo gioiello ampliando il giardino, curatissimo, pieno di olivi e di un fico, dove in estate si può tranquillamente pasteggiare all’ombra degli alberi.

L’Incannucciata, un posto di ristoro del corpo e della mente.

T. N.